This event ended on May 2, 2016 10:30 PM CEST

SEBASTIAO SALGADO

seminario fotografico a cura di Patrizia Genovesi


Monday May 2, 2016 from 19:30 to 22:30 (UTC +02:00)

Teatro Palladium - Piazza Bartolomeo Romano, 8, 00154 Roma, Italia

When

Monday May 2, 2016 from 19:30 to 22:30 (UTC +02:00)

Where

Teatro Palladium
Piazza Bartolomeo Romano, 8, 00154 Roma, Italia

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Description

Come pre-opening del ROMA TRE FILM FESTIVAL riproponiamo il seminario fotografico su Sebastiao Salgado in una location più ampia e confortevole.

Il seminario è organizzato in collaborazione con Roma Tre Film Festival e Università del Cinema, l’evento è ospitato dal Teatro Palladium.

"Sebastião Salgado è riconosciuto come uno dei più grandi fotografi di tutti i tempi. La sua opera e la sua vita hanno sempre suscitato in me un grande fascino.

Le sue scelte compositive originali ed efficaci, la sua sensibilità alla luce, la sua professionalità, la profonda comprensione delle vicende umane e l’instancabile desiderio di raccontare al mondo il suo vissuto hanno fatto di lui l’autore di immagini che resteranno scolpite nella storia della fotografia.

Oggi le scelte di vita di Salgado testimoniano quanto sia possibile assistere alle manifestazioni più crudeli dell’agire umano senza piegarsi, senza che le ferite uccidano, ma anzi lottare senza sosta perché prevalga nel mondo una logica di vita e non di morte.

In questo seminario vi racconterò la sua vicenda personale e parlerò della sua opera con una particolare attenzione agli aspetti più originali del suo stile". Patrizia Genovesi Photographe

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Programma

20:00 - 20:30
accoglienza e check in
21:00 - 22:30
presentazione e inizio seminario

Sebastiao Salgado

Sebastião Salgado (Aimorés, 8 febbraio 1944) è un fotografo brasiliano che, attualmente, vive a Parigi. È considerato il più grande fotografo a livello mondiale dei nostri tempi.

Dopo una formazione universitaria di economista e statistico decide, in seguito ad una missione in Africa, di diventare fotografo. Nel 1973 realizza un reportage sulla siccità del Sahel, seguito da uno sulle condizioni di vita dei lavoratori immigrati in Europa. Nel1974 entra nell'agenzia Sygma e documenta la rivoluzione in Portogallo e la guerra coloniale in Angola e in Mozambico. Nel 1975entra a far parte dell'agenzia Gamma ed in seguito, nel 1979, della celebre cooperativa di fotografi Magnum Photos. Nel 1994lascia la Magnum per creare, insieme a Lelia Wanick Salgado, Amazonas Images, una struttura autonoma completamente dedicata al suo lavoro. Salgado si occupa soprattutto di reportage di impianto umanitario e sociale, consacrando mesi, se non addirittura anni, a sviluppare e approfondire tematiche di ampio respiro.

A titolo di esempio, possiamo citare i lunghi viaggi che, per sei anni, lo portano in America Latina per documentarsi sulla vita delle campagne. Questo lavoro ha dato vita al libro Other Americas.

Durante i sei anni successivi Salgado concepisce e realizza un progetto sul lavoro nei settori di base della produzione. Il risultato è La mano dell'uomo[1], una pubblicazione monumentale di 400 pagine, uscita nel 1993, tradotta in sette lingue e accompagnata da una mostra presentata finora in oltre sessanta musei e luoghi espositivi di tutto il mondo.

Dal 1993 al 1999 Salgado lavora sul tema delle migrazioni umane. I suoi reportages sono pubblicati, con regolarità, da molte riviste internazionali. Oggi, questo lavoro è presentato nei volumi In Cammino e Ritratti di bambini in cammino, due opere che accompagnano la mostra omonima edite in Italia da Contrasto.

Nel 2013 Salgado ha dato il suo sostegno alla campagna di Survival International per salvare gli Awá del Brasile, la tribù più minacciata del mondo[2]. Nell'agosto 2013 O Globo ha pubblicato un lungo articolo sulla tribù, corredato dalle sue fotografie[3].

Con studi di economia alle spalle, Salgado approda tardi nel mondo della fotografia, occupandovi subito una posizione di primo piano. Le sue opere si ispirano a quelle dei maestri europei, filtrate però dall'eredità culturale sudamericana. Esse attirano l'attenzione su tematiche scottanti, come i diritti dei lavoratori, la povertà e gli effetti distruttivi dell'economia di mercato nei Paesi in via di sviluppo. Una delle sue raccolte più famose è ambientata nella miniera d'oro della Serra Pelada, in Brasile, e dove migliaia di persone, giunte da tutto il mondo a causa della presenza di filamenti auriferi nel terreno, sono ritratte mentre si arrampicano fuori da un'enorme cava su primitive scale a pioli, costretti, da nessuno se non dalla propria dipendenza nei confronti dell'oro, a caricare sacchi di fango che potrebbero contenere tracce del metallo.

Salgado scattava nel modo tradizionale, usando pellicola fotografica in bianco e nero e una fotocamera da 35 mm: strumenti portatili e poco ingombranti. È nota la sua preferenza per le macchine Leica, in virtù della qualità dei loro obiettivi. Particolarmente attento alla resa dei toni della stampa finale, Salgado applica uno sbiancante con un pennello per ridurre le ombre troppo intense.

Nel corso della realizzazione del progetto Africa, Salgado ha avuto la necessità di stampare alcune scene in grande formato. Ma la Leica non gli consentiva di andare oltre una certa misura, per cui ha iniziato ad utilizzare una Pentax 645 in formato 220.

All'inizio della realizzazione del progetto Genesis, inoltre, egli ha calcolato che avrebbe dovuto girare il mondo con 600 rullini di formato 220, con un peso di 30 chili circa di pellicola. Ma con le misure di sicurezza instaurate negli aeroporti di tutto il mondo, in conseguenza dell'attentato dell'11 settembre, le pellicole avrebbero dovuto attraversare più volte i rilevatori a raggi X, con perdita di qualità dell'immagine e quindi del vantaggio qualitativo che avrebbe dovuto derivare dall'uso del medio formato. Allora il grande fotografo ha deciso di utilizzare una Canon 1Ds Mark III, da 21 megapixel, riducendo il peso previsto del materiale sensibile, da 30 kg delle pellicole, ad 1,5 kg di schede digitali.


Patrizia Genovesi

Patrizia Genovesi è conosciuta al grande pubblico per i ritratti fotografici dei vincitori di premi Nobel, pubblicati dalla stessa Nobel Prize nel proprio sito, e che hanno fatto il giro del mondo. Conduce da diversi anni seminari sui grandi autori della fotografia riscuotendo un successo nazionale.

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